Statuto

Associazione Revisori, produttori macchine ed attrezzature agricole, di seguito denominata in sigla A.R.PRO.M.A.

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ARTICOLO 1: COSTITUZIONE E DENOMINAZIONE
È costituita tra i produttori di macchine ed attrezzature agricole esercenti sul territorio nazionale, una Associazione nazionale denominata "Associazione Revisori, Produttori Macchine Agricole ed attrezzature agricole" siglata con l’acronimo "A.R.PRO.M.A.".
L’Associazione aderisce alla Confartigianato Imprese.

ARTICOLO 2: SEDE
L’Associazione in argomento ha sede in Savigliano presso la Confartigianato Imprese – Associazione Artigiani della Provincia di Cuneo.
L’assemblea dell’Associazione può aderire ad Organizzazioni ed Enti Nazionali, Comunitari ed Internazionali e può costituire, stabilendone organizzazione e compiti, delegazioni ed uffici distaccati in altre località.

ARTICOLO 3: DURATA
La durata dell’Associazione è stabilita sino al 31 (trentuno) dicembre 2050 (duemilacinquanta) e potrà essere prorogata a termini di legge.

ARTICOLO 4: OGGETTO
L’Associazione, che si identifica in un movimento di opinione, non persegue scopi di lucro. Essa ha per oggetto lo svolgimento dell’opera più opportuna:

  1. per svolgere ed intraprendere attive azioni propositive, normative, di legislazione e promozionali allo scopo di difendere, tutelare e valorizzare la produzione e la revisione di macchine ed attrezzature agricole, forestali e per il giardinaggio e la relativa economia a livello nazionale;
  2. per rappresentare il comparto di riferimento negli organismi locali, nazionali e comunitari che si occupano specialisticamente del settore in collaborazione con l’UNACOMA;
  3. per tutelare a tutti i livelli il titolo e le prerogative dei soci, derivanti dalla loro iscrizione all’Associazione medesima;
  4. per favorire la conoscenza delle tematiche e delle problematiche legate al mondo delle macchine agricole, facendosi promotrice di pubblicazioni, incontri formativi, fiere, convegni, sia in Italia che all’estero;
  5. per approfondire tutte le questioni e peculiarità di carattere tecnico, economico, fiscale, doganale, concernenti il settore della produzione e revisione delle macchine agricole, collaborando attivamente con gli Enti ed Istituti preposti;
  6. per sviluppare rapporti con altre Associazioni ed Enti nazionali, esteri e sovranazionali, con particolare riguardo alla Unione Europea per migliorare le rispettive conoscenze particolarmente nel campo tecnico, economico e scientifico, associandosi o aggregandosi ad essi per il raggiungimento di scopi comuni;
  7. per eseguire studi sugli argomenti che interessino le aziende associate;
  8. per promuovere attività di ricerca e sviluppo nel capo delle macchine ed attrezzature agricole, anche in collaborazione con Enti, Università nazionali ed in internazionali;
  9. per svolgere l’attività di coordinamento, gestione e supervisione delle imprese associate per quanto attiene la revisione dei mezzi agricoli, forestali e per il giardinaggio.

ARTICOLO 5: SOCI
Hanno diritto, in qualità di soci effettivi, di essere ammessi a far parte dell’Associazione, illimitatamente:

  1. le imprese artigiane, riconosciute come tali dalle leggi vigenti e dalle direttive dell’Unione Europea, siano esse individuali o societarie che esercitino in forma prevalente sul territorio nazionale l’attività di produttori di macchine ed attrezzature agricole, forestali e per il giardinaggio;
  2. le imprese secondo la definizione prevista dalle normative europee, che esercitino in forma prevalente sul territorio nazionale l’attività di produttori di macchine ed attrezzature agricole, forestali e per il giardinaggio;
  3. le imprese di cui alle lettere a) e b) che in forma prevalente esercitino, sul territorio nazionale, l’attività di revisori di macchine ed attrezzature agricole, forestali e per il giardinaggio;
  4. le cooperative dei settori citati;
  5. le aggregazioni di imprese di cui alle precedenti lettere.

È consentita l’ammissione a soci onorari di studiosi, tecnici e giornalisti che abbiano operato o continuino ad operare prevalentemente nel settore di cui trattasi.
Si intendono, inoltre, soci onorari le persone fisiche e/o giuridiche che abbiano acquisito benemerenza presso l’Associazione e quanti altri che abbiano con la loro competenza e con il loro interessamento abbiano contribuito allo sviluppo ed alla valorizzazione della produzione di macchine ed attrezzature agricole secondo i proponimenti dell’Associazione.
Ai soci onorari non sono richieste la quota di ammissione ed i contributi annuali.

ARTICOLO 6: AMMISSIONE
Possono aderire all'Associazione le imprese ed i soggetti di cui all’art. 5 che accettano di rispettare il presente statuto, nonché le deliberazioni e disposizioni adottate ed emanate dagli organi statutari.
Le domande di ammissione a soci devono essere indirizzate al Consiglio di Amministrazione dell’Associazione e devono contenere:

  1. La denominazione e/o ragione sociale della persona giuridica che richiede l’iscrizione, la sede, l’attività che ne forma oggetto, il numero di Codice Fiscale e la partita I.V.A.;
  2. Cognome e nome, luogo e data di nascita, domicilio, cittadinanza, codice fiscale e partita del legale rappresentante;
  3. Cognome e nome o Ragione sociale, luogo e data di nascita, domicilio, cittadinanza, codice fiscale e partita I.V.A. del richiedente, se ditta individuale;
  4. L’indicazione della categoria economica di appartenenza ai sensi dell’Art. 5;
  5. La dichiarazione di possedere i requisiti per l’ammissione previsti all’Art. 5;
  6. L’accettazione dello Statuto e dell’eventuale regolamento interno con la dichiarazione esplicita del richiedente in cui si impegna ad osservarli;
  7. L’impegno al pagamento delle quote associative.

I soci sono tenuti a fornire tutti gli elementi, notizie e dati richiesti dall'Associazione nell'ambito delle proprie attribuzioni statutarie; tali comunicazioni rimarranno riservate sotto la responsabilità della stessa Associazione, ai sensi della legge 196/2003 e successive modificazioni ed integrazioni.
Il socio ha l’obbligo di comunicare tempestivamente all'Associazione le eventuali variazioni intervenute rispetto alle indicazioni contenute nella domanda di ammissione, in mancanza di esse varranno quelle contenute nella domanda stessa.
I soci onorari sono iscritti su proposta degli organi sociali dell’Associazione.
Sulle domande di ammissione delibera, inappellabilmente, il Consiglio di Amministrazione.

ARTICOLO 7: OBBLIGHI DEI SOCI
I soci hanno l’obbligo di:

  1. osservare lo Statuto, l’eventuale regolamento e le deliberazioni liberamente prese dagli organi sociali;
  2. cooperare al raggiungimento dei fini sociali ed astenersi da ogni attività che sia in contrasto con questi e con gli interessi generali dell’Associazione;
  3. concorrere nelle spese per i servizi e le operazioni sociali versando una quota di partecipazione annua, nella misura che sarà stabilita di anno in anno dall'Assemblea con apposita delibera.

I soci possono far parte di altre associazioni purché gli scopi di queste non contrastino con le finalità stabilite dal presente Statuto.

ARTICOLO 8: DIRITTI DEI SOCI
I Soci, hanno diritto di:

  1. partecipare alle deliberazioni delle Assemblee ed alla elezione delle cariche sociali;
  2. usufruire dei servizi e dei vantaggi offerti dall'Associazione nei modi e nei limiti fissati dagli scopi statutari, dall'eventuale regolamento interno e dalle deliberazioni sociali;
  3. prendere visione dal bilancio annuale e presentare agli organi sociali proposte concernenti l’oggetto sociale.

ARTICOLO 9: DURATA VINCOLO ASSOCIATIVO - RECESSO
La durata minima del vincolo associativo per ogni associato è di anni 1 (uno).
L’impegno si intende tacitamente prorogato di anno in anno dopo il primo, qualora entro il 30 (trenta) novembre della scadenza di ciascun anno l’associato non comunichi alla sede legale dell’Associazione, con lettera raccomandata o mediate posta elettronica certificata, la sua volontà di recedere.
La dichiarazione di recesso ha efficacia dal primo gennaio dell’anno successivo al quale è stata presentata ed il recedente è tenuto a corrispondere le quote ed i contributi associativi per la durata della sua partecipazione.

ARTICOLO 10: ESCLUSIONE DEI SOCI
L’associato può essere escluso dall'Associazione per delibera del Consiglio di
Amministrazione quando:

  1. commetta gravi inadempienze o violazioni dello Statuto od all’eventuale regolamento e, segnatamente, quando con la sua condotta nello svolgimento della propria attività che interessa gli oggetti dell’Associazione rechi pregiudizio, ancorché richiamato, al prestigio dell’Associazione stessa;
  2. sia moroso di oltre un anno nel pagamento delle quote, dei contributi e di tutto quanto, a qualunque titolo, deve all’Associazione e tale posizione non venga regolarizzata a seguito di apposita richiesta.
  3. abbia perso i requisiti di appartenenza.

Contro la decisione di esclusione pronunciata dal Consiglio di Amministrazione l’interessato può ricorrere al Collegio dei Probiviri entro trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento.
L’associato receduto od escluso o che, comunque, abbia cessato di far parte all’Associazione, non ha diritto alla restituzione né della quota di ammissione, né dei versamenti effettuati per contributi annuali od altro.
Sono esclusi dall'Associazione i soci, per cui sia aperta la procedura di liquidazione ordinaria e coatta amministrativa oppure sia dichiarato il fallimento.
Ai soci che cessano di far parte dell’Associazione non spetta alcun rimborso.
Le irregolarità od inadempienze dei soci aderenti saranno esaminate dal Consiglio di amministrazione, il quale, se del caso, in relazione alla gravità delle irregolarità od inadempienze potrà deliberare una delle seguenti sanzioni:

  1. richiamo;
  2. riprovazione con lettera raccomandata;
  3. radiazione da socio dell’Associazione.

ARTICOLO 11: PATRIMONIO
Il patrimonio dell'Associazione è costituito:

  1. dal capitale versato dai soci;
  2. dalla riserva ordinaria;
  3. da eventuali riserve straordinarie;
  4. da ogni altro fenomeno od accantonamento costituito a copertura di particolari rischi in previsione di oneri futuri;
  5. da qualunque libertà venga fatta a favore dell’Associazione.

È fatto divieto di distribuire le riserve fra i soci durante l’esistenza dell’Associazione.

Alla gestione dell’Associazione si provvede:

  1. con la rendita netta del patrimonio;
  2. con i contributi versati annualmente dai soci;
  3. con i contributi eventualmente versati da Enti, Aziende, Associazioni e Privati;
  4. con le quote di ammissione.

ARTICOLO 12: BILANCIO E GESTIONE
L’esercizio finanziario dell’Associazione inizia il 1° (primo) gennaio e termina il 31 (trentuno) dicembre di ogni anno.
Il Consiglio di Amministrazione deve presentare all’assemblea dei soci, entro quattro mesi dalla chiusura di ogni esercizio il bilancio consuntivo corredato dalle relative relazioni.
Il bilancio consuntivo deve essere preventivamente esaminato dal Collegio Sindacale e corredato di una relazione.
Delle eventuali eccedenze attive risultanti al termine, di ciascun esercizio, il 20% (venti per cento) sarà devoluto alla costituzione della riserva, il restante 80% (ottanta per cento) delle eccedenze attive dovrà essere destinato al conseguimento degli obiettivi dell’Associazione.

ARTICOLO 13: ORGANI SOCIALI
Gli organi dell'Associazione sono:
- l'Assemblea dei soci;
- il Consiglio di Amministrazione;
- il Comitato esecutivo;
- il Presidente;
- il Collegio Sindacale;
- il Collegio dei Probiviri.

ARTICOLO 14: ASSEMBLEA ORDINARIA E STRAORDINARIA
L’Assemblea ordinaria, formata da tutti i soci dell’Associazione, è convocata dal Consiglio di Amministrazione ogni anno ogni quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per:
- l'approvazione del bilancio;
- la nomina degli amministratori, dei sindaci e del presidente del Collegio Sindacale;
- la determinazione del compenso degli amministratori e dei sindaci a norma di legge;
- la trattazione di tutti gli altri oggetti attinenti alla gestione sociale, indicati nell'ordine del giorno.

L’assemblea potrà anche deliberare sull'eventuale responsabilità degli amministratori e dei sindaci.
Il Consiglio di Amministrazione potrà convocare l’assemblea, anche fuori dalla sede sociale, quante volte lo riterrà utile alla gestione sociale. L’Assemblea dovrà essere convocata senza ritardo quando ne sia fatta domanda da tanti soci che rappresentino almeno un quinto dei voti di cui dispongono tutti i soci oppure dal Collegio Sindacale.
L’assemblea, tanto ordinaria che straordinaria, è valida qualunque sia l’oggetto da trattate, in prima convocazione quando sono presenti tanti soci che rappresentino la maggioranza dei voti di tutti i soci; in seconda convocazione qualunque sia il numero dei soci presenti.
Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti dei soci presenti all’adunanza.
Quando si tratta di deliberare sullo scioglimento anticipato, sul cambiamento dell’oggetto sociale, sulla trasformazione dell’Associazione oppure sul trasferimento della sede sociale in altra località, tanto in prima quanto in seconda convocazione, le deliberazioni devono essere prese col voto favorevole di almeno due terzi dei voti di tutti i soci.
In questi casi, i dissenzienti o assenti hanno diritto di recesso dall'Associazione; la dichiarazione di recesso deve essere comunicata con raccomandata dai soci intervenuti all’assemblea con oltre 3 (tre) giorni dalla chiusura di questa e dai soci non intervenuti oltre 15 (quindici) giorni dalla data della pubblicazione della deliberazione.
Nelle assemblee hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti nel libro dei soci da almeno tre mesi e che non siano in mora nei versamenti delle quote e dei contributi sottoscritti.
Le modalità delle votazioni sono, di volta in volta, stabilite dall'assemblea.
Si dovrà procedere a scrutinio segreto se ne sarà fatta richiesta.
Le elezioni delle cariche sociali sono fatte a maggioranza relativa, ma possono anche avvenire per acclamazione.
Ciascun socio ha un voto solo, sia esso persona fisica che legale rappresentante di società o persona giuridica.
I soci possono farsi rappresentare nelle assemblee sia ordinarie che straordinarie con delega scritta. Lo stesso socio non può rappresentare più di un altro socio.
L’assemblea è presieduta dal Presidente del Consiglio di Amministrazione ed, in sua assenza, dal Vice Presidente; spetta all’assemblea la nomina del segretario. Il segretario può essere un non socio. La nomina del segretario non ha luogo quando il verbale è redatto da notaio.

ARTICOLO 15: MODALITA' DI CONVOCAZIONE
La convocazione dell’assemblea, tanto ordinaria che straordinaria, avviene alternativamente, purché sia garantita e comprovata la formale convocazione dell’Associato, almeno 8 (otto) giorni prima di quello fissato per l’adunanza, mediante:
- comunicazione a mezzo posta ordinaria all’indirizzo comunicato dal socio in sede di adesione;
- comunicazione a mezzo posta elettronica all’indirizzo comunicato dal socio.
L’avviso deve contenere l’indicazione del giorno, dell’ora, del luogo dell’adunata e dell’ordine del giorno da trattare.
Nell’avviso suddetto potrà essere indicata la data della eventuale seconda convocazione che non può avere luogo nello stesso giorno fissato per la prima convocazione.
Il Consiglio di Amministrazione potrà, inoltre, adottare, di volta in volta, altri mezzi di comunicazione onde portare l’avviso di convocazione dell’assemblea a conoscenza del maggior numero di soci.

ARTICOLO 16: CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE E COMITATO ESECUTIVO
Il Consiglio di Amministrazione è composto da 5 (cinque) a 15 (quindici) membri eletti fra i soci effettivi, di cui all’art. 5, dall'assemblea che ne determina il numero. Il Consiglio può altresì cooptare, scegliendoli tra i soci onorari, da 1 (uno) a 3 (tre) membri in qualità di Consiglieri senza diritto di voto.
Gli amministratori durano in carica 3 (tre) esercizi finanziari, sono sempre rieleggibili e sono dispensati dal prestare cauzione. Gli amministratori non hanno diritto a retribuzione, salvo l’assemblea in sede straordinaria non deliberi l’erogazione di un gettone di presenza.
I Consiglieri eleggono tra loro un Presidente, ed un Vice Presidente.
I Consiglieri eleggono altresì un Comitato Esecutivo composto, oltre che dal Presidente e dal Vice Presidente, da 3 membri del Consiglio.
Il Comitato Esecutivo è l’organo centrale esecutivo dell’Associazione.
La convocazione del Comitato Esecutivo è fatta dal Presidente dell’Associazione con le stesse modalità previste per la convocazione del Consiglio.
Per la validità delle deliberazioni del Comitato Esecutivo è necessaria la presenza della maggioranza degli amministratori che la compongono. Le deliberazioni relative sono prese a maggioranza dei voti dei presenti.
In caso di parità di voti è preponderante il voto di chi presiede.
I Consiglieri nominano, anche per la redazione dei verbali, un segretario che può essere persona estranea al Consiglio.
Il Consiglio di Amministrazione è convocato dal Presidente o da chi lo sostituisce tutte le volte che esci lo ritenga utile oppure quando ne sia fatta domanda da almeno 1/3 (un terzo) dei Consiglieri.
La convocazione è fatta a mezzo di lettera o posta elettronica da spedirsi non meno di cinque giorni prima dell’adunanza e, nei casi di urgenza, a mezzo di telegramma, in modo che consiglieri e sindaci ne siano informati almeno un giorno prima della riunione.
Le modalità delle votazioni sono stabilite dallo stesso Consiglio. A parità di voti, nelle votazioni palesi, prevale il voto del Presidente.
Il Consiglio di Amministrazione è investito dei più ampi poteri per la gestione dell’Associazione. Esso può deliberare, pertanto, su tutti gli atti e le operazioni di ordinaria e straordinaria amministrazione che, comunque, rientrino nell'oggetto sociale, fatta eccezione di quelli che per legge sono di esclusiva competenza dell’assemblea.
Il Consiglio può delegare parte delle proprie attribuzioni al Comitato Esecutivo.
Il Consiglio può nominare il direttore e comitati tecnici anche fra estranei, stabilendone la composizione, le mansioni ed eventualmente i compensi. Il Consiglio delibera altresì sulle domande di ammissione dei soci.

ARTICOLO 17: PRESIDENZA E VICE PRESIDENZA
Il Presidente dura in carica 3 esercizi, è rieleggibile e rappresenta ARPROMA presso Enti, Istituzioni ed Organizzazioni provinciali, regionali, nazionali ed estere.
Il Presidente ha la rappresentanza istituzionale di ARPROMA, la rappresentanza legale dell’Associazione, la rappresentanza in giudizio, firma gli atti legali nonché i contratti di compravendita di immobili e mobili secondo le delibere dell’Assemblea.
Il Presidente è il garante delle deliberazioni degli Organi Statutari e ne cura l’attuazione, vigila su tutti gli atti economico-amministrativi, Firma ed autorizza tutti i pagamenti di competenza di ARPROMA, ed adempie ad ogni altra funzione che gli venga delegata dagli organi sociali.
Presiede le riunioni alle quali partecipa e convoca il Consiglio di Amministrazione.
Al Presidente competono i poteri di ordinaria amministrazione di ARPROMA, da esercitare comunque secondo le linee di bilancio preventivo predisposto dal Consiglio e dall'Assemblea.
Il Presidente può delegare a taluno dei componenti del Consiglio di Amministrazione alcune delle mansioni a lui attribuite dal presente Statuto.
Nel caso di gravi irregolarità compiute nello svolgimento delle sue funzioni; di attuazione difforme delle delibere assunte dal Consiglio di Amministrazione e dall'Assemblea; di condotta tale da portare nocumento all’immagine ed alla reputazione di ARPROMA; di reiterata inottemperanza alle disposizioni statutarie riferite alla sua carica e funzione, il Presidente può essere sottoposto a procedimento di sfiducia.
E’ Vice Presidente Vicario quello eletto dall'Assemblea e in caso di parità di voti il più anziano di età salvo diversa indicazione dei candidati.
Il Vice Presidente dura in carica 3 (tre) esercizi e può essere rieletto.
Il Vice Presidente coadiuva il Presidente nell'esercizio delle sue funzioni e forma, unitamente al Presidente, il Comitato di Presidenza.
In caso di assenza o impedimento del Presidente, il Vice Presidente ne assume le funzioni. In caso di assenza o impedimento di quest'ultimo le funzioni vengono esercitate dal Vice Presidente.

ARTICOLO 18: COLLEGIO SINDACALE
Il Collegio Sindacale si compone di 1 (un) Presidente, di 2 (due) membri effettivi e 2 (due) supplenti designati dall'assemblea.
Almeno un membro effettivo del Collegio Sindacale deve scelto tra i dipendenti di un’Associazione di Categoria ed iscritto al Registro dei Revisori contabili.
I sindaci durano in carica tre esercizi finanziari e sono sempre rieleggibili.
Per il compenso ai sindaci si applicano le disposizioni contenute nell'art. 12; qualora, l’assemblea stabilisca che i sindaci devono essere remunerati, la retribuzione deve essere fissata all’atto della nomina per tutta la durata della carica.
Il Collegio Sindacale deve controllare l’amministrazione dell’Associazione, vigilare sull'osservanza della legge, la tenuta della contabilità sociale, la corrispondenza del bilancio e del conto dei profitti e perdite alle risultanze dei libri e delle scritture contabili.

I sindaci devono anche:

  1. accertare che le valutazioni del patrimonio vengano fatte con l’osservanza delle norme legislative;
  2. accertare almeno ogni sei mesi la consistenza di cassa e l’esistenza dei valori e dei titoli di proprietà dell’Associazione o ricevuti da esso in pegno, cauzione o custodia;
  3. verbalizzare gli accertamenti fatti anche individualmente;
  4. intervenire alle adunanze dell’assemblea e del Consiglio di Amministrazione e possibilmente anche a quelli del Comitato Esecutivo, quando sia costituito;
  5. convocare l’assemblea qualora non vi provvedano gli amministratori.

Il Collegio sindacale deve riunirsi almeno ogni semestre.
I Sindaci, infine, hanno tutti gli altri doveri e compiti stabiliti dalla legge.

ARTICOLO 19: COLLEGIO DEI PROBIVIRI
Il Collegio dei Probiviri è costituito da tre membri nominati dall'assemblea.
Essi durano in carica tre esercizi finanziari, sono sempre rieleggibili e non hanno diritto a restituzione. Possono tuttavia ricevere gettoni di presenza nella misura da stabilirsi dal Consiglio di Amministrazione. In caso di cessazione di uno dei Probiviri nel corso dell’esercizio sociale, provvede alla sostituzione il Consiglio di Amministrazione fino alla prossima assemblea.
L’Associazione e i soci sono obbligati a rimettere alla decisione del collegio dei Probiviri la risoluzione di tutte le controversie che comunque riguardano l’interpretazione o l’applicazione delle disposizioni statuarie, regolamentari o derivanti da deliberazioni prese legalmente dagli organi sociali competenti, fatta eccezione soltanto di quelle che non possono formare oggetto di compromesso.
Rientrano nella competenza del Collegio dei Probiviri le decisioni sulla legittimità del recesso, della esclusione, della continuazione dell’Associazione con gli eredi o legatari dei soci defunti, sulla eventuale determinazione della quota di rimborso ai soci uscenti oppure agli eredi o legatari dei soci defunti.
Non rientrano nella competenza del Collegio dei Probiviri le decisioni sulla legittimità dell’ammissione dei soci pronunciate dal Consiglio di Amministrazione.
Il ricorso ai Probiviri deve essere proposto - a pena di decadenza - nel temine stabilito di 30 (trenta) giorni dalla comunicazione dell’atto che determina la controversia.
I Probiviri decidono quali arbitri, entro tre mesi dalla data in cui le controversie saranno sottoposte ai Probiviri stessi ed, a norma dell’art. 825 Codice procedura civile, redigono il lodo in tanti originali quante sono le parti e ne consegnano uno a ciascuna parte, entro dieci giorni dall'ultima sottoscrizione, anche mediante spedizione per mezzo della posta, in plico raccomandato.
La parte che intende fare eseguire il lodo è tenuta a depositarlo in originale, presentando fotocopia dello Statuto nella Cancelleria del Tribunale del luogo in cui è stato deliberato nel termine di trenta giorni dal ricevimento del lodo.
Le decisioni del Collegio dei Probiviri sono definitive, salvo i casi per i quali la legge ne consenta l’impugnazione avanti l’autorità giudiziaria.
L’impugnazione in questi casi deve essere proposta, pena di decadenza, non oltre 30 (trenta) giorni dalla comunicazione.

ARTICOLO 20: SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE DELL'ASSOCIAZIONE
L’Associazione può essere sciolta con deliberazione dell’assemblea approvata da almeno 2/3 (due terzi) di tutti i soci.
Nella stessa seduta in cui si deliberi lo scioglimento dell’Associazione, l’assemblea ne fisserà le modalità di liquidazione.
Il provvedimento previsto dal presente articolo deve essere portato preventivamente a conoscenza di tutti i soci dell’Associazione.

ARTICOLO 21: NORME FINALI
Il presente Statuto può essere modificato dall'Assemblea a norma delle disposizioni legislative vigenti.
Le modifiche devono essere comunicate dal Presidente a tutti i soci dell’Associazione.
Per tutto quanto non previsto nel presente Statuto si da rinvio alle norme di Legge ed ai principi generali dell’ordinamento giuridico italiano.

 

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